I Ricciarelli: morbidi biscotti di Siena

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Dolce senese per eccellenza, i Ricciarelli sono protetti dal marchio IGP e sono stati il primo prodotto italiano a ricevere la tutela europea.

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La leggenda vuole che il loro nome derivi da Ricciardetto della Gherardesca, un cavaliere che li avrebbe introdotti in Toscana nel 1300 al suo ritorno dalle Crociate. Ad aver diffuso questa versione dei fatti fu il commediografo e novelliere senese Parige, che in una delle sue novelle racconta la storia del cavaliere e della sua esportazione di alcuni dolcetti arabi, dalla forma simile a quella delle babbucce del Sultano.

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Mandorle, zucchero e albume d’uovo vengono lavorati per creare un impasto che viene poi cotto al forno. La ricetta originale, quella tramandata da Pellegrino Artusi nel suo celebre La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, prevede anche la scorza di buccia d’arancia, anche se nei secoli si sono diffuse alcune varianti, fra cui quella al cioccolato.

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La loro caratteristica forma a chicco di grano, la consistenza soffice e il colore bianco sono i tratti peculiari di questo dolce, che da Siena è ora conosciuto in tutto il mondo e che viene consumato soprattutto nel periodo natalizio. Un ottimo accompagnamento per questi deliziosi biscotti è ovviamente il Vinsanto, ma anche il Passito di Pantelleria e il Recioto di Soave rappresentano una valida alternativa grazie alla loro dolcezza.

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