La Cioncia pesciatina – quando gli scarti diventano leccornie

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La cioncia è un piatto tipico della città e contado di Pescia.

Di sapore molto gustoso e piccante, è composto dalle parti più callose del muso di vitello, quali tutta la parte callosa del naso, guancia, coda che sono bollite per svariate ore con un battuto di carota, cipolla, sedano, peperoncino poi aggiunta di salsa di pomodoro e servite in scodelle di terracotta, tenute possibilmente calde.

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Trae le sue origini dal tessuto economico presente a Pescia fino alla metà del Novecento, caratterizzato dalla presenza di molte concerie. Gli operai delle concie, infatti, quando scarnivano le pelli di vitello per sottoporle alla lavorazione conciaria, potevano ricavare scarti di carne che, adeguatamente bolliti e insaporiti, divenivano un’autentica leccornia.

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Alcuni, poi, vendevano questi scarti alle cosiddette bettole, che erano osterie presso le quali si rifocillavano i barrocciai, gli autotrasportatori di un tempo.

Da piatto povero è divenuto con il tempo una specialità locale, servita nei ristoranti di Pescia.

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