La leggenda del Monte Pisanino, la vetta più alta delle Apuane

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Questa è la leggenda del Monte Pisanino, la vetta più elevata delle Apuane con i suoi 1946 metri.

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Nella sua parte lucchese si trova nel comune di Minucciano mentre l’altra metà la dividiamo con la provincia di Massa.

Ma veniamo ai fatti. La leggenda parte dagli albori del tempoAi tempi delle confederazioni etrusche (n.d.r: l’insieme di dodici città stato-etrusche che secondo tradizione costituirono in Etruria una potente alleanza economica, religiosa e politica) quando costantemente venivano insidiati i centri urbani più ricchi come Pisain una di queste battaglie ormai Pisa era persa e il fuggi fuggi era generale, anche uno dei capi pisani, ormai perso, insieme a suo figlio si trovò costretto a fuggire verso nord.

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In una notte di un freddo dicembre si decise quindi di scappare. Padre e figlio si addentrarono nella silenziosa e buia campagna, nessun rumore, solo qualche fioco bagliore in lontananza, ma al guadare il fiume Serchio i guerrieri di Lucumone (n.d.r:capo religioso e politico di ciascuna delle tribù facenti parte della confederazione etrusca) li sorpresero. Il padre fu ucciso dallo scoccare di una freccia mentre il figlio rimase ferito ma riuscì ugualmente a fuggire nei boschi.

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Passarono molti giorni e il giovane attraversò valli, boschi, paesi, montagne. Un giorno arrivò finalmente nel paese di Gorfigliano dove fu accolto nella capanna di un generoso pastore che viste le condizioni del ragazzo decise di farlo riposare e ritemprare facendogli infusi di erbe amare raccolte in montagna.

Il buon pastore aveva una figlia che colpita dalla bellezza e dai modi gentili del giovane decise di prendersene curaIl giovane non volle mai però dire il perchè fosse arrivato lassù ne tanto meno rivelò mai il suo nome, per questo venne chiamato il Pisanino.

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La giovinetta conosceva a perfezione l’arte medica e stette un intero inverno al capezzale del giovane ferito.

Ma purtroppo il bel guerriero morì! Padre e figlia distrutti dal dolore lo seppellirono in un prato, dove la ragazza si recava a piangere tutti i giorni che gli Dei mettessero in terra. Ogni lacrima con il passar del tempo si trasformava in pietra e poco a poco dove prima c’era un vasto prato si innalzò un impervia montagnala più alta di tutte le Apuane e che tutti chiamarono il Pisanino.

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Ancora oggi si dice che i cristalli che i cavatori trovano nel marmo siano le lacrime della ragazza.

Tutto questo in ricordo di un giovane guerriero delle pianure pisane che è stato pianto abbastanza perché se ne facesse un monte…

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