Lo Zuccotto fiorentino: una storia da fiaba

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Tutti i piatti hanno una storia da raccontare, forse perché ci parlano del paese in cui sono stati creati e perché portano con sé profumi e tradizioni della loro terra.
Alcune specialità, più di altre, riescono a trasportarci indietro nel tempo con le loro storie che si perdono quasi nel mito. È il caso dello Zuccotto fiorentino, dolce da tavolo che vanta origini… nobili!

1FK-107-E1533-10 (1007063) 'Die Hochzeit der Katharina von Medici mit Heinrich, Herzog Heinrich II., König von Frankreich (1547 -59); 1519-1559. / - 'Die Hochzeit der Katharina von Medici mit Heinrich, Her- zog von Orléans' (Marseille, 28.Oktober 1533; Trauung durch Papst Clemens VII) . - / Gemälde, 1600, von Jacopo Chimenti, gen. da empoli (1551-1640). Öl auf Lein- wand, 228 x 235 cm. Inv.Nr.5470. Florenz, Galleria degli Uffizi.

Si dice che questo dolce sia nato nel 1500, ai tempi di Caterina II de’ Medici, infatti il primo nome del piatto fu proprio Elmo di Caterina. Lo zuccotto, con la sua forma caratteristica, ricorda il piccolo elmo chiodato da combattimento utilizzato all’epoca dalla fanteria, chiamato appunto zuccotto.

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Le testimonianze raccontano che a creare la famosa forma “a elmo” sia stato Bernardo Buontalenti, celebre architetto fiorentino nonché una delle personalità più importanti del Rinascimento.

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All’epoca, lo zuccotto era unicamente di colore bianco: il ripieno era composto da ricotta, farcita con scorza d’arancia e gruè di cacao, cioè la granella che si ottiene dalla frantumazione e dalla tostatura delle fave di cacao.

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La copertura esterna del dolce era invece rossa perché colorata con l’alchermes, tipico liquore fiorentino, dal colore rosso acceso, utilizzato per la preparazione di molti dolci.

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Ai giorni nostri, lo zuccotto ha subito alcune modifiche, forse perché si è dovuto adattare al cambiamento dei gusti. La ricetta moderna prevede l’utilizzo di Pan di Spagna, zafferano, cioccolato fondente, ciliegie candite e panna fresca. Esistono poi nuove versioni dettate dalla fantasia degli chef, più o meno distanti da quella originale, come quella che prevede una copertura interamente di cioccolato.

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Come vedete, gli ingredienti non sono esattamente gli stessi, ma d’altra parte non possiamo pretendere che il palato dei golosi rimanga intatto col passare dei secoli. Il consiglio è quello di approfittare di una gita a Firenze per gustare questo delizioso dolce!

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