Massarosa

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Diviso in ben 16 frazioni, il Comune di Massarosa si espande in parte in pianura e in parte su alcune splendide colline. Massarosa è abitata fin dalla Preistoria, infatti troviamo numerose testimonianze di insediamenti nelle grotte situate fra Piano di Mommio e Mommio Castello.

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In questo parco archeologico immerso nel bosco possiamo ancora ammirare le cosiddette “buche”, che ci hanno permesso di conoscere gli antichi insediamenti di questa zona.

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Nella Buca del Capriolo e in quella della Iena sono stati rinvenuti reperti risalenti al Paleolitico Medio, a conferma del fatto che l’Uomo di Neanderthal, vissuto fra 200.000 e 40.000 anni fa, abitava già quest’area. Fra i materiali ritrovati ricordiamo alcuni resti animali come gatto selvatico, orso e capriolo, oltre che manufatti in pietra.

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Le due Buche delle Fate (Nord e Sud) e la Buca di Fondineto presentavano resti scheletrici umani e e reperti risalenti alla prima età dei metalli, fra cui manufatti in pietra e vasellame. Nella Buca di Fondineto, in particolare, gli archeologi hanno trovato tre cadaveri, due adulti e un bambino di circa 10 anni, accompagnati da un corredo funerario: questa importante scoperta testimonia che le buche vennero usate come sepolture.

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Abitata prima dagli Etruschi e poi dai Romani, la frazione di Massaciuccoli è una delle perle della Versilia. Sulla collina che sovrasta il lago possiamo ammirare la Villa dei Venulei, la ricca famiglia pisana che abitava l’area. Dall’alto della villa, che comprende i resti di un impianto termale, si gode di un panorama mozzafiato: il lago di Massaciuccoli, il mare e persino la torre di Pisa!

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Scendendo in paese troviamo poi due padiglioni museali, edificati sopra ai resti di una fattoria e di un secondo impianto termale. La strada moderna non ha fatto altro che dividere a metà un complesso che 2.000 anni fa era unito e che fungeva probabilmente come stazione di sosta. Quanto al nome della città, sembra che Massarosa sia una denominazione longobarda derivante da Massa-Grausi. Il termine “massa” significherebbe “terra”, “proprietà”, invece Grausi significherebbe “appartenente a Grauso”, cioè un ricco signore longobardo.

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Si dice che il grande Giacomo Puccini, per il primo atto della sua Tosca, si sia ispirato campane di San Martino, cioè la chiesa di Bargecchia. In questo meraviglioso paesino sulle colline di Massarosa, Puccini trovò probabilmente la melodia che tanto cercava per il suo componimento. Verità o leggenda, di sicuro è piuttosto suggestivo passeggiare per le stradine di Bargecchia e pensare che anche il compositore lucchese abbia tanto amato questi luoghi.

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