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COSA VISITARE A CHIESINA UZZANESE  :

E’ stato l’ultimo Comune della Provincia di Pistoia ad acquisire l’autonomia amministrativa, esattamente nel 1963. Chiesina Uzzanese è un paese giovane : la sua nascita ed il suo evolversi sono direttamente collegati alla storia della pianura in cui si trova , la Valdinievole.

La nascita e lo sviluppo di Chiesina Uzzanese risalgono al Medioevo e sono documentati dallo Xenodochio.

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Questa costruzione era costituita da una chiesa e da un modesto fabbricato, dove, al primo piano, esistevano alcune celle ,mentre, al piano terreno, era adibito ad ambiente di ristoro in cui pie donne provvedevano al ricovero e alla assistenza dei pellegrini in viaggio verso Roma.

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Fu così fondato uno dei numerosi hospitali che sorgevano lungo tutto il tracciato della Via FrancigenaQuesta istituzione ospitaliera continuò a mantenere la propria funzione assistenziale per oltre tre secoli, ma verso il XVI secolo perse la denominazione di ospizio e la chiesa passò al culto degli abitanti che nel corso degli anni edificarono altre costruzioni intorno ad essa.

La popolazione era costituita da coloni che coltivavano le terre strappate alle acque della paludeLa crescita di Chiesina Uzzanese, infatti, è sempre stata legata al risanamento della palude o meglio, nella parlata toscana, del “padule”, che occupava, in tempi non troppo lontani, il suo territorio.

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Intorno al 1371 il Comune di Uzzano aveva fatto costruire sul fiume Pescia un ponte; intorno a quest’ultimo si erano addossate delle capanne e qui viveva il nucleo maggiore della popolazione.

Il ponte si chiamava “uzzanese” e il centro abitato prese allora il nome di questo ponte “uzzanese”.

Ma ben presto, come accennato in precedenza, fu costruita, un po’ più a mezzogiorno, verso il “padule”, anche una piccola chiesa ”la chiesina” come fu chiamata (oggi ne esiste ancora una parte,il cosiddetto Xenodochio) ed il paese si disse allora della “Chiesina sul Ponte Uzzanese”.

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Nel 1592 gli uomini della “Chiesina” si erano già uniti in congrega, la Confraternita della Madonna della Neve e da quegli anni fino alla metà del ‘900 la comunità crebbe intorno alle iniziative religiose ed alla nuova Parrocchia (fu costruita l’attuale chiesa parrocchiale, in due momenti diversi, progettata dall’architetto Bernardini).

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Allora il paese fu chiamato della “Chiesina”, ormai solo uzzanese perché del ponte ci si era dimenticati (il nome era troppo lungo).

Comunque la fortuna di Chiesina Uzzanese non è un fatto esclusivamente legato alla bonifica della pianura ed al conseguente sviluppo dell’agricoltura, ma è stata determinata anche dall’essersi venuta a trovare sulla strada traversa della Val di Nievole. Questa strada nacque con funzioni di raccordo tra le strade postali Lucchese e Pisana, tra il Borgo a Buggiano e Fornacette, realizzata a partire dal 1780 per l’intervento di Pietro Leopoldo, che la fece classificare come “regia”.
In epoca a noi più recente si deve aggiungere alla presenza della strada settecentesca quella dell’autostrada A11 “Firenze-mare” che taglia a metà il territorio di Chiesina Uzzanese, poco a Nord del Capoluogo e il cui effetto sulle attività imprenditoriali della zona non necessita di commenti.

 

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Le origini del paese sono umili, ma insieme gloriose. Questi luoghi hanno visto passare Annibale con il suo esercito, hanno visto il dominio di una famiglia feudale, poi la nascita del libero Comune.

Non bisogna dimenticare la tenacia dei suoi primi abitanti che hanno lottato contro la palude e contro le malattie, costruendo qui le loro capanne e poi le loro case ed infine la loro Chiesa,dando vita così ad una vera e propria comunità.

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A partire dal 23 gennaio 1963 Chiesina Uzzanese si è costituita comune autonomo e nello stemma compaiono una scacchiera, una ruota, un fiore e una spiga, quest’ultimi simboli della produttività dei campi e dei vivai.

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LA BIBLIOTECA COMUNALE 

Ex Casa Colonica ristrutturata, la Biblioteca Comunale è una vera e propria “bomboniera” . 

 

 

 

 

LE ASSOCIAZIONI 

 

 

Comune molto attivo in materia di Associazionismo, la Protezione Civile ci racconta la sua Missione ad Amatrice.

 

 

 

 

RICORRENZE

In occasione della festa del 5 Agosto, ricorrente il patrono del paese, la Madonna della Neve, si ripete ogni anno la “Settimana Chiesinese”, manifestazione culturale, ricreativa e sportiva, all’interno della quale spicca il premio nazionale di poesia “Il Fiore”.

 

 

 

 

 

Il 15 agosto si svolge al “Fiera degli uccelli canori”, appuntamento ormai tradizionale e molto conosciuto per il Paese. Inoltre, nella frazione di Chiesanuova, il 19 marzo, festa di San Giuseppe, si tiene la tradizionale “Sagra della frittella di riso”, in occasione della quale, oltre distribuzione gratuita della caratteristica frittella, vengono esposte piante ed altri prodotti tipici. Nella frazione di Molin Nuovo, infine, nella seconda metà di Ottobre, si tiene la “Sagra del Ballotto” con degustazione di frugiate (caldarroste) e castagne bollite.

TRATTO DA : SITO DEL COMUNE 

 

 

TOSCANA DA GUSTARE :

 

 

MACELLERIE ARTIGIANALI 

Tappa obbligata per gli amanti della “ciccia, vella bona per davvero” sono sicuramente le 2 Macellerie del Paese. Le abbiamo visitate e ci siamo fatti raccontare le loro storie.

 

 

MACELLERIA DESIDERI 

Mario detto “il Cicciaio” ci fa vedere la realizzazione delle sue speciali “Sarciccie” che vengono a prendere un po’ da tutte le parti. 4 Generazioni di Macellai che portano avanti la Tradizione con tanta passione.

 

 

 

 

MACELLERIA VITI 

Piero Viti , proprietario della macelleria, mette l’accento sulla qualità delle sue Carni a KM ZERO. Bovini, suini e polli provengono infatti dalle zone limitrofe e vengono lavorati da loro.

 

 

 

 

DOVE MANGIARE A CHIESINA UZZANESE : 

 

 

TRATTORIA GIULIANI 

Proprio nel centro di Chiesina Uzzanese , luogo tipico per gustare Piatti semplici ma deliziosi è la Trattoria Giuliani .

 

 

 

Un luogo accogliente , che non lascia nessun dubbio in merito alle passioni del proprietario Alessandro in tema di Auto d’epoca .

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Alessandro ha aperto le sue cucine a “Toscana da gustare” preparando 3 Piatti Tipici della nostra Regione. Tartufo di San Miniato, Carni della Valdinievole e dolci di Lamporecchio sono stati i protagonisti.

 

 

SALUTE & BENESSERE 

 

 

Luca Piattelli è uno dei primi 3 saloni in Italia per grandezza, offerta, numero di dipedenti ed organizzazione. Complimenti Luca, un lavoro eccelso. Parrucchiere, Centro Benessere ed Estetica aperti ogni giorno.

 

 

 

 

 

COSA MANGIARE A PISTOIA : 

 

LO STOCCAFISSO AL SUGO: 

 

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Un piatto di mare così laborioso che fa parte della tradizione di una città dell’entroterra come Pistoia? Ebbene sì, ed è delizioso !

I tempi di preparazione richiesti per farlo sono lunghissimi : occorrono infatti 5 giorni in ammollo e altre 3 ore di preparazione durante le quali viene sminuzzato, privato delle lische e cotto in teglia con carote, sedano, cipolla e passata di pomodoro.

Il risultato ? Giudicate voi stessi!

 

 

TARTARE DI CHIANINA:

 

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La tartare di chianina è carne cruda selezionata macinata e molto fresca, che viene condita con olio e limone . Può essere accompagnata da un’insalata di cruditè o da verdure grigliate come melanzane e zucchine.

Secondo la leggenda la tartare di carne deriverebbe dal popolo di guerrieri dell’Asia Centrale, i Tartari, che trasportavano pezzi di carne a cavallo e in questo modo la trituravano.

 

 

RIBOLLITA: 

 

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Ingredienti della Tradizione Toscana, per un piatto che vi delizierà  :  ciuffo di cavolo nero ,cavolo verza, mazzetto di bietola,  porro, cipolla,  patate,  carote,  zucchine,  gambi di sedano , fagioli cannellini, pomodori pelati, olio extra vergine di oliva, sale e pepe, pane casalingo raffermo

 

PREPARAZIONE:

In una pentola fate rosolare la cipolla tagliata a fettine nell’olio di oliva, aggiungete via via tutte le altre verdure tagliate grossolanamente e fatele appassire piano piano per circa 10 minuti, aggiungete quindi l’acqua di cottura dei fagioli e la metà degli stessi. L’altra metà li aggiungerete dopo averli passati al setaccio. Regolate sale e pepe e fate cuocere a fuoco basso per circa due ore. A questo punto aggiungete il pane tagliato a fettine, mescolate bene e fate bollire per altri dieci minuti. Lasciate riposare e servite in piatti di coccio con un filo d’olio extra vergine d’oliva rigorosamente toscano dal gusto fruttato intenso.

 

IL CARCERATO:

 

il carcerato piatto tipico pistoia

Una ricetta della tradizione toscana è Il carcerato pistoiese.  Una pappa, realizzata mescolando il pane raffermo con il brodo di carne realizzato con le interiora di vitello. Per la cottura è necessario il tipico “coccio”, proprio per mantenere i sapori di una volta e far rivivere la tradizione ogni volta che lo si serve i tavola. E per i più golosi è possibile accompagnarlo parmigiano grattugiato e pepe nero.

La ricetta del carcerato pistoiese è nata prendendo spunto dal carcere di Santa Caterina in Brana di Pistoia, che si trovava proprio a fianco ai macelli comunali, ed era il piatto  che fornivano alla prigione  più ricco rispetto al classico pane e acqua.

 

 

MIGLIACCIO:

 

migliaccio piatto tipico pistoia

 

Non fatevi ingannare dall’aspetto, non è un dolce classico !

 

Il Migliaccio Pistoiese è  una crêpe realizzata con sangue di suino che viene mescolato con brodo di maiale ed altri ingredienti atti ad insaporire; il composto così realizzato viene messo in una padella antiaderente e scaldato a fuoco vivo, realizzando delle crepes dello spessore di 2- 3 mm che possono essere spolverate con zucchero (versione dolce) oppure con parmigiano grattugiato (versione salata), arrotolate e mangiate.

 

 

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I Comuni di Pistoia sono 22 : 

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Ricette Tipiche Pistoiesi :

 

IL MIGLIACCIO:

migliaccio piatto tipico pistoia

Non fatevi ingannare dall’aspetto, non è un dolce classico !

Il Migliaccio Pistoiese è  una crêpe realizzata con sangue di suino che viene mescolato con brodo di maiale ed altri ingredienti atti ad insaporire; il composto così realizzato viene messo in una padella antiaderente e scaldato a fuoco vivo, realizzando delle crepes dello spessore di 2- 3 mm che possono essere spolverate con zucchero (versione dolce) oppure con parmigiano grattugiato (versione salata), arrotolate e mangiate.

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