COSA VISITARE A MONSUMMANO TERME :

 

montalbyessssss

 

I primi insediamenti di Monsummano Terme sono testimoniati fin dall’XI secolo, quando il colle di Monsummano Alto viene fortificato a causa della sua posizione strategica, una posizione dominante sia sulla Valdinievole sia sul Padule di Fucecchio. L’importanza di questa rocca aumenta nel corso dei secoli, infatti il sistema difensivo si espanderà fino ad abbracciare l’intero colle. Il castello di Monsummano Alto, ritenuto il più antico insediamento della città, si erge a 340 metri di altezza e sovrasta la strada fra Fucecchio e il ponte sul torrente Nievole.

montevettolini

Proprio di fronte al colle di Monsummano troviamo quello di Montevettolini, in cui sorge un borgo di epoca medievale, fondato all’incirca nel XII secolo. Il castello di Montevettolini, già molto vivo grazie alle 12 confraternite del paese, conosce un momento di grande benessere con i granduchi Medicei che lo scelgono come luogo di riposo durante le battute di caccia. Sotto la famiglia Medici, inoltre, i nobili locali edificano case sontuose, ricche di opere d’arte, come gli affreschi (oggi perduti) di Casa Bargellini, ad opera di Giovanni Mannozzi da San Giovanni.

collemonsummano

Monsummano, che oggi conta più di 21.000 abitanti, è ricca di dimore storiche, siti naturali di rara bellezza e luoghi di grande rilievo culturale. Proprio il colle di Monsummano, infatti, è percorso dal Sentiero Geologico del Colle di Monsummano, voluto dall’amministrazione comunale nel 1988. Grazie a questo itinerario, gli amanti della natura, del trekking e della geologia possono attraversare un paesaggio affascinante, caratterizzato da una vegetazione unica.

grotta

Per una sosta all’insegna del relax, non c’è niente di meglio delle Grotte Termali, veri e propri laghi sotterranei scavati nella roccia, dove l’acqua calda permette di riposare corpo e mente. La Grotta Giusti, in particolare, è la grotta termale più grande d’Europa, un luogo millenario che si estende sottoterra per 200 metri!

padule

Gli appassionati di birdwatching non possono lasciarsi sfuggire il Padule di Fucecchio, un’area paludosa che custodisce diverse specie animali e vegetali. Fra le meraviglie da ammirare nella palude ricordiamo 150 specie di uccelli come la cicogna nera e la gru, molte specie di ninfee, ma anche l’otricolaria, una pianta carnivora acquatica che prende il suo nome dagli otricoli, piccoli organi a forma di sacco con cui catturano le prede.

villa-medicea

Tornando alla ricca eredità medicea, ci sono due luoghi davvero imperdibili. Il primo è la Villa Medicea, situata a Montevettolini, voluta dal Granduca Ferdinando I (1549-1609) e progettata dall’architetto Gherardo Mechini, nominato “Architetto di Sua Altezza”. Con la sua struttura austera, più simile a una fortificazione che a una dimora signorile, la villa rimase pressoché immutata per diverso tempo, fino a quando non sono state incorporate all’edificio alcune strutture difensive già esistenti.

fattoria2

Sempre ai Medici dobbiamo la cosiddetta Fattoria Medicea. Nel 1650, però, la ricca famiglia fiorentina dei Bartolomei acquista la proprietà, che nel frattempo si è allargata arrivando a comprendere nuovi poderi. Grazie ai Bartolomei, che disponevano di grandi capitali, la fattoria diventa un luogo all’avanguardia, dove vengono sperimentate tecniche agricole mai utilizzate prima in Toscana. L’ampio complesso, che possiamo ammirare tutt’oggi, è stato ristrutturato dai Principi Borghese, attuali proprietari della Fattoria, che la affittano per sontuose cerimonie e congressi.

yves

A Monsummano sono legate alcune importanti personalità del mondo artistico e culturale, come il cantante e attore Yves Montand, al secolo Ivo Livi. Nato a Monsummano Alto nel 1921, quando la città era ancora sotto la Provincia di Lucca, il piccolo Ivo deve emigrare con la famiglia a causa dell’impegno politico dei genitori, convinti anti-fascisti, costretti a lasciare l’Italia nel 1923 per recarsi in Francia.

teatro2

All’artista, poi naturalizzato francese, è dedicato il Teatro Yves Montand, costruito fra il 1892 e il 1896. Durante il ventennio fascista, l’edificio fu utilizzato come Casa del Fascio e negli anni ’60 si interruppero del tutto gli spettacolo. Fortunatamente, alcuni anni fa, il teatro è stato ristrutturato e adibito nuovamente ad ospitare ogni genere di spettacolo: anche la scelta di intitolarlo a Yves Montand va una direzione ben precisa, quella di rendere omaggio a un grande artista che dovette lasciare il suo paese a causa della dittatura.

monsum

Altra grande personalità di Monsummano fu Giuseppe Giusti (1809-1850), poeta nato nella ricca famiglia di proprietari terrieri dei Giusti-Chiti. La casa natale del poeta, Casa Giusti, viene costruita dal nonno paterno, anch’egli Giuseppe, uomo di spicco presso il Granducato di Pietro Leopoldo. Lo stile tardo-rococò in cui spicca lo stemma di famiglia, unito ad alcuni elementi tipicamente toscani, fanno della dimora un luogo imperdibile, anche perché, dopo il restauro ad opera dello Stato, la casa è stata adibita a museo.

martini

Villa Martini, costruita per volere del giornalista e statista Ferdinando Martini, risale al 1887. Progettata dall’architetto Cesare Spighi, la villa ha il tipico aspetto dell’800 toscano, con una forma a parallelepipedo distribuita su due piani, stanze decorate e soffitti a cassettoni caratterizzati da splendidi tondi di ceramica policroma. Circondata da un ampio parco, la villa ospita il Museo d’arte Contemporanea e del Novecento, oltre che mostre d’arte, cinema all’aperto in estate e conferenze.

santuario2

Nel centro storico di Monsummano Terme troviamo il Santuario della Madonna della Fonte Nuova, costruito nel 1602 per volere di Ferdinando I de’ Medici. Dove ora sorge la basilica, si trovava un precedente tabernacolo, poi inglobato dalla nuova chiesa, in particolare nell’altare maggiore, dove possiamo ammirare una Madonna con Bambino e quattro santi. La chiesa ha un impianto a croce latina ed è circondata da un portico che permette di accedere alla fonte: si dice che il granduca abbia voluto edificare qui la chiesa proprio per la presenza di una fonte miracolosa.

 

 

 

TOSCANA DA GUSTARE :

 

 

COSA MANGIARE A PISTOIA : 

 

LO STOCCAFISSO AL SUGO: 

 

stoccafisso-con-pomodori
Un piatto di mare così laborioso che fa parte della tradizione di una città dell’entroterra come Pistoia? Ebbene sì, ed è delizioso !

I tempi di preparazione richiesti per farlo sono lunghissimi : occorrono infatti 5 giorni in ammollo e altre 3 ore di preparazione durante le quali viene sminuzzato, privato delle lische e cotto in teglia con carote, sedano, cipolla e passata di pomodoro.

Il risultato ? Giudicate voi stessi!

 

 

TARTARE DI CHIANINA:

 

03-crudi1

La tartare di chianina è carne cruda selezionata macinata e molto fresca, che viene condita con olio e limone . Può essere accompagnata da un’insalata di cruditè o da verdure grigliate come melanzane e zucchine.

Secondo la leggenda la tartare di carne deriverebbe dal popolo di guerrieri dell’Asia Centrale, i Tartari, che trasportavano pezzi di carne a cavallo e in questo modo la trituravano.

 

 

RIBOLLITA: 

 

Ribollita

Ingredienti della Tradizione Toscana, per un piatto che vi delizierà  :  ciuffo di cavolo nero ,cavolo verza, mazzetto di bietola,  porro, cipolla,  patate,  carote,  zucchine,  gambi di sedano , fagioli cannellini, pomodori pelati, olio extra vergine di oliva, sale e pepe, pane casalingo raffermo

 

PREPARAZIONE:

In una pentola fate rosolare la cipolla tagliata a fettine nell’olio di oliva, aggiungete via via tutte le altre verdure tagliate grossolanamente e fatele appassire piano piano per circa 10 minuti, aggiungete quindi l’acqua di cottura dei fagioli e la metà degli stessi. L’altra metà li aggiungerete dopo averli passati al setaccio. Regolate sale e pepe e fate cuocere a fuoco basso per circa due ore. A questo punto aggiungete il pane tagliato a fettine, mescolate bene e fate bollire per altri dieci minuti. Lasciate riposare e servite in piatti di coccio con un filo d’olio extra vergine d’oliva rigorosamente toscano dal gusto fruttato intenso.

 

IL CARCERATO:

 

il carcerato piatto tipico pistoia

Una ricetta della tradizione toscana è Il carcerato pistoiese.  Una pappa, realizzata mescolando il pane raffermo con il brodo di carne realizzato con le interiora di vitello. Per la cottura è necessario il tipico “coccio”, proprio per mantenere i sapori di una volta e far rivivere la tradizione ogni volta che lo si serve i tavola. E per i più golosi è possibile accompagnarlo parmigiano grattugiato e pepe nero.

La ricetta del carcerato pistoiese è nata prendendo spunto dal carcere di Santa Caterina in Brana di Pistoia, che si trovava proprio a fianco ai macelli comunali, ed era il piatto  che fornivano alla prigione  più ricco rispetto al classico pane e acqua.

 

 

MIGLIACCIO:

 

migliaccio piatto tipico pistoia

 

Non fatevi ingannare dall’aspetto, non è un dolce classico !

 

Il Migliaccio Pistoiese è  una crêpe realizzata con sangue di suino che viene mescolato con brodo di maiale ed altri ingredienti atti ad insaporire; il composto così realizzato viene messo in una padella antiaderente e scaldato a fuoco vivo, realizzando delle crepes dello spessore di 2- 3 mm che possono essere spolverate con zucchero (versione dolce) oppure con parmigiano grattugiato (versione salata), arrotolate e mangiate.

 

 

logogo

 

I Comuni di Pistoia sono 22 : 

comuni-di-pistoia

 

viaggiando in toscana per il tuo spazio qui

 

Ricette Tipiche Pistoiesi :

 

IL MIGLIACCIO:

migliaccio piatto tipico pistoia

Non fatevi ingannare dall’aspetto, non è un dolce classico !

Il Migliaccio Pistoiese è  una crêpe realizzata con sangue di suino che viene mescolato con brodo di maiale ed altri ingredienti atti ad insaporire; il composto così realizzato viene messo in una padella antiaderente e scaldato a fuoco vivo, realizzando delle crepes dello spessore di 2- 3 mm che possono essere spolverate con zucchero (versione dolce) oppure con parmigiano grattugiato (versione salata), arrotolate e mangiate.

________________________________________________________________

LOGO QUI RADIO TV

________________________________________________________________

 

 

 

 

 

Scoprire la Toscana :