COSA VISITARE A MONTECATINI TERME:

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Abitata fin dal Paleolitico (2 milioni di anni fa-10.000 a.C.), la zona oggi nota come Montecatini Terme conosce, a partire dal Mesolitico (10.000-8.000 a.C.), diversi insediamenti. In epoca medievale, nell’odierna Montecatini Alto, iniziamo ad avere notizie di Montecatini Castello, sorta nel luogo dove era già presente un centro termale.

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Il celebre mercante pratese Francesco di Marco Datini (1335-1410), conosciuto anche come il Mercante di Prato, in una lettera rivolta al suo medico chiede di potersi curare con le preziose acque dei Bagni di Montecatini. Le terme diventeranno uno dei tratti distintivi della zona, come è testimoniato anche dalla lettera del medico Ugolino da Montecatini, che per primo fece esaminare le acque termali con rigore scientifico. Uno dei tre Bagni da lui esaminati è il cosiddetto Bagno Nuovo, che oggi conosciamo come Tettuccio.

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Sempre in epoca medievale, la città si trova a fronteggiare epidemie e guerre, anche perché fiorentini, pisani e lucchesi erano in lotta per il dominio di Montecatini. La popolazione, piegata dalle malattie e dalle devastazioni, decide di spostarsi sulle colline, lasciando così la città in mano agli scontri armati. Sembra che questo trasferimento in collina fosse dovuto, oltre che alle contese fra le città, anche alle numerosi paludi: come narra lo storico romano Tito Livio (59 a.C-17 d.C.), la zona dell’attuale Montecatini era in gran parte costituita dal Padule, cioè da paludi.

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Nel 1315 ha luogo la Battaglia di Montecatini, alla quale avrebbe partecipato anche Dante Alighieri, che vede come avversari la Repubblica di Pisa (insieme a una coalizione di città toscane) contro la Repubblica di Firenze. La battaglia viene vinta da Pisa, guidata da Uguccione della Faggiola, ma si dice che molti soldati, di entrambi gli schieramenti, abbiano trovato la morte proprio nelle paludi.

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A partire dal 1339, la Valdinievole, nella quale sorge Montecatini, passa sotto il dominio dei Medici. Cosimo I de’ Medici costruisce una sorta di ponte-diga per attraversare le acque melmose, permettendo così un aumento del traffico commerciale. Le battaglie per il possesso di questo ambito centro sembrano non cessare mai, perché nel 1554 Carlo V, alleato di Cosimo I, affronta Siena e i suoi alleati francesi. Pietro Strozzi, comandante della milizia francese, si arrocca nel Castello di Montecatini: per tutta risposta, Cosimo fa smantellare il castello!

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Oggi, fra i resti di questo borgo medievale, possiamo ammirare la Torre dell’Orologio, unica superstite di ben 25 esemplari: le altre, infatti, sono andate distrutte durante l’assedio. La torre è stata oggetto di un recente restauro, che le ha permesso di tornare all’antico splendore e che dopo 7 anni ha fatto sì che l’orologio sia nuovamente funzionante.

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Nel 1773, dopo secoli di dominio mediceo, la casata dei Medici si estingue e la Toscana passa nelle mani degli Asburgo-Lorena, ora a capo del Granducato. Francesco Stefano e sua moglie, Maria Teresa d’Austria, nel 1739 affidano il governo a un Consiglio di Reggenza, che si trova a fronteggiare il problema irrisolto della bonifica del padule.

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Dopo diversi tentativi infruttuosi, finalmente il 1760 vede l’ascesa di Pietro Leopoldo, erede al trono. Il nuovo granduca, un sovrano progressista e innovatore, riesce a bonificare Montecatini e a canalizzare le acque termominerali, trasformando la città in un moderno centro termale.

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Lo stemma del Comune di Montecatini, entrato in vigore nel 1908, è uno scudo con due leoni dorati, in mezzo ai quali si tova un catino. Il motto latino, presente non solo in questo stemma ma anche nel gonfalone, dice “salus”, cioè salute in latino.

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Oggi, la città è famosa per i suoi bagni termali, in particolare per le Terme Tettuccio, celebre stabilimento in stile liberty. Conosciuto fin dal XIV secolo come Bagno Nuovo, questo bagno termale deve il suo nome a una tettoia che copriva l’antica sorgente. Nel 1916, l’ingegnere fiorentino Ugo Giovannozzi presentò il suo progetto di ristrutturazione, completato nel 1928, quando finirono i lavori.

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Un altro splendido edificio in stile liberty è il Padiglioncino Tamerici, un tempo deposito per i sali delle tamerici. Il progetto, a cura dell’architetto pesciatino Giulio Bernardini, presenta decorazioni floreali e bassorilievi in gres sulla facciata principale. In particolare, il fregio pittorico sottogronda è opera di Galileo Chini, celebre artista fiorentino, fra gli esponenti del liberty in Italia.

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Un altro monumento fondamentale, nella storia di Montecatini, è Villa Forini Lippi. Attualmente sede della biblioteca comunale, la villa era la residenza estiva di una famiglia nobile fiorentina e tutt’ora è circondata da un meraviglioso parco, ricco di alberi secolari. Nel corso della seconda guerra mondiale, don Giulio Facibeni adibì la villa a orfanotrofio, salvando la vita anche ad alcuni bambini ebrei che altrimenti sarebbero stati deportati.

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COSA MANGIARE A PISTOIA : 

 

LO STOCCAFISSO AL SUGO: 

 

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Un piatto di mare così laborioso che fa parte della tradizione di una città dell’entroterra come Pistoia? Ebbene sì, ed è delizioso !

I tempi di preparazione richiesti per farlo sono lunghissimi : occorrono infatti 5 giorni in ammollo e altre 3 ore di preparazione durante le quali viene sminuzzato, privato delle lische e cotto in teglia con carote, sedano, cipolla e passata di pomodoro.

Il risultato ? Giudicate voi stessi!

 

 

TARTARE DI CHIANINA:

 

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La tartare di chianina è carne cruda selezionata macinata e molto fresca, che viene condita con olio e limone . Può essere accompagnata da un’insalata di cruditè o da verdure grigliate come melanzane e zucchine.

Secondo la leggenda la tartare di carne deriverebbe dal popolo di guerrieri dell’Asia Centrale, i Tartari, che trasportavano pezzi di carne a cavallo e in questo modo la trituravano.

 

 

RIBOLLITA: 

 

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Ingredienti della Tradizione Toscana, per un piatto che vi delizierà  :  ciuffo di cavolo nero ,cavolo verza, mazzetto di bietola,  porro, cipolla,  patate,  carote,  zucchine,  gambi di sedano , fagioli cannellini, pomodori pelati, olio extra vergine di oliva, sale e pepe, pane casalingo raffermo

 

PREPARAZIONE:

In una pentola fate rosolare la cipolla tagliata a fettine nell’olio di oliva, aggiungete via via tutte le altre verdure tagliate grossolanamente e fatele appassire piano piano per circa 10 minuti, aggiungete quindi l’acqua di cottura dei fagioli e la metà degli stessi. L’altra metà li aggiungerete dopo averli passati al setaccio. Regolate sale e pepe e fate cuocere a fuoco basso per circa due ore. A questo punto aggiungete il pane tagliato a fettine, mescolate bene e fate bollire per altri dieci minuti. Lasciate riposare e servite in piatti di coccio con un filo d’olio extra vergine d’oliva rigorosamente toscano dal gusto fruttato intenso.

 

IL CARCERATO:

 

il carcerato piatto tipico pistoia

Una ricetta della tradizione toscana è Il carcerato pistoiese.  Una pappa, realizzata mescolando il pane raffermo con il brodo di carne realizzato con le interiora di vitello. Per la cottura è necessario il tipico “coccio”, proprio per mantenere i sapori di una volta e far rivivere la tradizione ogni volta che lo si serve i tavola. E per i più golosi è possibile accompagnarlo parmigiano grattugiato e pepe nero.

La ricetta del carcerato pistoiese è nata prendendo spunto dal carcere di Santa Caterina in Brana di Pistoia, che si trovava proprio a fianco ai macelli comunali, ed era il piatto  che fornivano alla prigione  più ricco rispetto al classico pane e acqua.

 

 

MIGLIACCIO:

 

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Non fatevi ingannare dall’aspetto, non è un dolce classico !

 

Il Migliaccio Pistoiese è  una crêpe realizzata con sangue di suino che viene mescolato con brodo di maiale ed altri ingredienti atti ad insaporire; il composto così realizzato viene messo in una padella antiaderente e scaldato a fuoco vivo, realizzando delle crepes dello spessore di 2- 3 mm che possono essere spolverate con zucchero (versione dolce) oppure con parmigiano grattugiato (versione salata), arrotolate e mangiate.

 

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I Comuni di Pistoia sono 22 : 

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Ricette Tipiche Pistoiesi :

 

IL MIGLIACCIO:

migliaccio piatto tipico pistoia

Non fatevi ingannare dall’aspetto, non è un dolce classico !

Il Migliaccio Pistoiese è  una crêpe realizzata con sangue di suino che viene mescolato con brodo di maiale ed altri ingredienti atti ad insaporire; il composto così realizzato viene messo in una padella antiaderente e scaldato a fuoco vivo, realizzando delle crepes dello spessore di 2- 3 mm che possono essere spolverate con zucchero (versione dolce) oppure con parmigiano grattugiato (versione salata), arrotolate e mangiate.

 

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