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COSA VISITARE A PIENZA:

 

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Pienza, nota come “la città ideale”, sorge in provincia di Siena.

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Papa Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini (1405-1464), cambiò per sempre la storia di questo centro, suo luogo natale, all’epoca conosciuto come Corsignano. In viaggio da Roma verso Mantova, Pio II passò per Corsignano e rimase colpito dallo stato di degrado in cui si trovava: decise perciò di edificare una nuova città, completamente diversa da quella esistente.

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L’architetto Bernardo Rossellino fu incaricato di rinnovare del tutto la città, che prese il nome dal suo fondatore, Pio, diventando così Pienza. I lavori durarono tre anni, dal 1459 al 1462 e fecero di Pienza la città perfetta secondo un modello tipicamente rinascimentale. Papa Pio II morì due anni dopo, nel 1464, non potendo quindi ordinare altre opere: la città era comunque cambiata per sempre ed era destinata a diventare uno dei gioielli urbanistici italiani.

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Oggi possiamo ammirare la Cattedrale di Santa Maria Assunta, Duomo della città, completata nel 1462 sotto la direzione di Bernardo Rossellino. Anche se le linee principali della chiesa sono rinascimentali, possiamo trovare elementi del gotico francescano, come il tetto a due spioventi e l’occhio centrale sulla facciata.

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Pio II, infatti, aveva vissuto diversi anni in Germania presso la corte dell’imperatore Federico III d’Asburgo e volle riprodurre anche a Pienza gli elementi tipici del gotico: non a caso, la cattedrale da lui costruita ha le tre navate alte uguali, proprio come le Hallenkirchen tedesche (letteralmente, “chiese a sala”).

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Un altro importante luogo di culto è la chiesa di San Francesco, il cui impianto originale risale al 1200. A partire dalla facciata, troviamo tutte le caratteristiche della chiesa medievale e in particolare di quelle francescane: una navata unica e soprattutto una certa austerità nelle decorazioni. Fa eccezione il presbiterio, risalente al 1300, arricchito con splendidi affreschi rappresentanti l’Annunciazione, le Stimmate di San Francesco, la Deposizione e l’Orazione nell’Orto, opere di Cristoforo di Bindoccio e di Meo di Piero.

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Di tutt’altro genere è la piccola Pieve di Corsignano, situata nel primo nucleo abitativo di Pienza, quello in cui nacque Pio II. La pieve, intitolata ai santi Vito e Modesto, è un edificio romanico caratterizzato da tre navate e da una torre campanaria di forma cilindrica. La curiosità dei visitatori viene subito catturata da un bassorilievo con due serpenti scolpito su una delle colonne: qual è il motivo della sua presenza all’interno della chiesa?

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Sembra che si tratti del serpente Regolo (o Reale), una divinità diffusa presso le popolazioni dell’Appennino Toscano. Secondo la tradizione, il serpente apparirebbe ogni secolo, alla ricerca di cibo, ipnotizzando chiunque lo incontri. Altri attribuiscono a Regolo alcune somiglianze con il Basilisco, creatura mitologica metà serpente e metà gallo: sia basiliscos, termine greco antico, che regulus, termine latino, hanno infatti lo stesso significato: «piccolo re».

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Nel cuore della città, in piazza Pio II, sorgono due palazzi che meritano di essere visitati. Il primo è Palazzo Borgia, residenza del cardinale Rodrigo Borgia, destinato a diventare Papa con il nome di Alessandro VI. Questo palazzo rinascimentale ingloba in realtà due edifici, cioè quella del cardinale Borgia e quella del cardinale Jean Jouffroy di Arras: dal 1998, il palazzo ospita il Museo Diocesano, che custodisce importanti opere d’arte medievale fra cui arredi sacri, arazzi, sculture e pale d’altare.

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Di fronte al museo sorge Palazzo Piccolomini, appartenuto proprio alla famiglia Piccolomini, potenti banchieri. Ultimato nel 1469, il palazzo fu progettato da Bernardo Rossellini che, come abbiamo visto, fu il principale autore del rinnovamento rinascimentale di Pienza. Oggi l’edificio è sede dell’Archivio di Stato e del Museo delle tavolette di Biccherna, cioè una delle principali magistrature finanziarie di Siena. Possiamo però visitare l’incantevole giardino pensile, situato sul quarto lato del palazzo e affacciato sulla Val d’Orcia: un paesaggio di una bellezza mozzafiato, in cui natura e architettura sembrano fondersi al meglio. Nello stesso palazzo possiamo esplorare anche le Stanze Segrete, ancora arredate con i sontuosi elementi rinascimentali, fra cui quadri e mobili d’epoca, come se il tempo, al loro interno, si fosse fermato.

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Pienza è una meta molto amata dai golosi provenienti da tutta Italia e dall’estero in quanto patria del celebre cacio di Pienza, uno dei pecorini più famosi al mondo. Già Etruschi e Romani mangiavano il pecorino e questo delizioso cacio vanta una tradizione secolare. Prodotto rigorosamente con il latte delle pecore che pascolano nella Val d’Orcia, questo pecorino viene fatto stagionare per 90 giorni in barrique (piccole botti) di legno di rovere.

 

 

 

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