UZZANO :

Uzzano è un Comune della provincia di Pistoia, situato tra Pescia e Montecatini Terme, i due centri principali della Valdinievole. Il suo territorio comprende una parte pianeggiante e una zona collinare, ricoperta di ulivi, dove, su un promontorio, sorge il centro storico, l’incantevole borgo medievale di Uzzano Castello, che racchiude le principali testimonianze storico-artistiche di cui il Comune è ricco.

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 Il territorio di Uzzano si estende in parte su un promontorio, in parte in pianura. Fino al III sec. a.C. fu compreso nell’area di contatto tra le popolazioni etrusche e liguri, per poi essere inserito nel territorio soggetto a Roma tra le colonie di Pistoria (Pistoia) e Luca (Lucca).

Sin dal VI sec. a. C., il territorio dell’odierno Comune di Uzzano fu interessato dal passaggio e insediamento degli Etruschi, provenienti dal Valdarno pisano, e dei Liguri Apuani, provenienti dalla Lunigiana.

Nella terra di Uzzano, visse e operò Sant’Allucio di Campugliano (1070 c.a – 1134). Favorito dal passaggio della Via Cassia – Clodia, importante arteria stradale che collegava la Via Cassia “maior” con Lucca, in epoca longobarda Uzzano divenne sede di un importante insediamento difensivo che, dal X sec. d. C., fu castello feudale dei “signori di Uzzano, Montichiari e Vivinaia”

Alla metà del XII sec., Uzzano divenne un comune rurale, alle dipendenze del Comune cittadino di Lucca. L’influenza di Lucca sul Comune di Uzzano si mantenne sino al 1339, quando avvenne il passaggio, con tutta la Valdinievole, al dominio fiorentino.

Tra XV e XVIII secolo, gli uzzanesi dovettero lottare intensamente per difendere la propria autonomia, che spesso veniva messa in discussione dal governo centrale, su beneplacito delle comunità limitrofe (in particolare, Pescia e Buggiano).

Con l’unità d’Italia, Uzzano divenne uno dei comuni del nuovo Regno, facente parte della provincia di Lucca. Nel 1928, assieme agli altri comuni della Valdinievole, eccetto Altopascio e Montecarlo, fu distaccato da Lucca per passare alla neonata provincia di Pistoia. Nel 1963, la popolosa frazione di Chiesina Uzzanese, dopo più d’un secolo di rivendicazioni, si costituì in comune autonomo.

Nel 1980, dopo più di due secoli di permanenza a Pescia, la sede del Municipio di Uzzano fece ritorno nel territorio comunale, a Santa Lucia.

Uzzano Castello

Abbarbicato su una collina ricoperta di ulivi, il borgo medievale di Uzzano Castello si affaccia sulla valle del torrente Pescia ed è visibile da tutta la Valdinievole, anche di notte, grazie a una suggestiva illuminazione. Il paese, che conserva importanti emergenze storiche e artistiche, ha un impianto urbanistico a triangolo, con il vertice segnato dall’area dell’antica Rocca e dalla Chiesa Arcipreturale dei Santi Jacopo e Martino.

Uzzano Castello – PT – Viaggiando in toscana

Rimangono a testimonianza dell’antico castrum ampi e forti brani di mura a terrapieno, spesso inglobate in palazzotti o edifici cinque-seicenteschi.

Uzzano Castello - PT - Viaggiando in toscana

L’antica Rocca, ormai in stato d’abbandono, fu abbattuta nel 1832 dall’Arciprete Giuseppe Buongiovanni, che aveva la necessità d’impiantare un oliveto per il sostentamento suo e della parrocchia. Attenti esami stratigrafici ci permettono di individuare ben tre cerchie murarie, a testimonianza degli ampliamenti cui il borgo è stato sottoposto nel corso dei secoli.

ARCIPRETURA DEI SANTI JACOPO E MARTINO

L’Arcipretura dei Santi Jacopo e Martino è stata edificata a cavallo tra il XII secolo e il XIII secolo.

Uzzano Castello - ARCIPRETURA DEI SANTI JACOPO E MARTINO - PT - Viaggiando in toscanaLa facciata presenta un bel portale in pietra serena con i tre stemmi del Giglio fiorentino, della Fiammella uzzanese e dell’Aquila imperiale, sopra di esso una rostra in marmi bianco di Carrara e verde serpentino di Prato.

Uzzano Castello - ARCIPRETURA DEI SANTI JACOPO E MARTINO - PT - Viaggiando in toscana

Dello stesso materiale anche il rosone e le decorazioni del sottotetto.

In alto, un finto loggiato a colonnine, frutto di una reinterpretazione neoromanica del XIX secolo.

Uzzano Castello - ARCIPRETURA DEI SANTI JACOPO E MARTINO - PT - Viaggiando in toscana

L’interno è a una navata con soffitto a capriate. Ai lati dell’ingresso, i due loggiati della cantoria, sotto i quali si trova un ciclo d’affreschi cinquenteschi attribuiti alla scuola del Sodoma. Sotto il loggiato di sinistra, si trova, in una nicchia, una statua di Sant’Antonio Abate di Giovanni della Robbia e il bel fonte battesimale cinque-seicentesco in marmo, con coperchio ligneo finemente intagliato. Sotto il loggiato di destra, una stupenda acquasantiera romanica XIII secolo.

Molte tele del ‘500 e del ‘600 sono custodite in questo tempio, tra cui un San Francesco con le stigmate e un S. Girolamo del pittore uzzanese Alessandro Bardelli, uno Sposalizio della Vergine di Alessio Gemignani, una Madonna con Bambino e Santi di Francesco Brina, un’Annunciazione di Giovan Battista Naldini.

Nell’unica cappella laterale, l’immagine, incorniciata da una tela, della Madonna del Buon Consiglio, portata da Roma nel 1753 dall’Arciprete Antonio Ansaldi.

PALAZZO DEL CAPITANO

Il Palazzo del Capitano, che si affaccia sulla piazza principale, è uno degli edifici di architettura civile medievale più insigni della Valdinievole.

Uzzano Castello - Palazzo del Capitano - PT - Viaggiando in toscana

È stato sede delle magistrature comunali sino al 1773, quando la casa comunale fu trasferita a Pescia. Sorretto da grossi pilastri in pietra, è di maestosa forma squadrata, con un loggiato al piano terreno e monofore al primo e secondo piano.

Uzzano Castello - Palazzo del Capitano - PT - Viaggiando in toscanaNei primi anni Duemila l’edificio è stato oggetto di un nuovo importante restauro, che lo ha riportato all’antico splendore. L’opera ha interessato tutti i livelli dell’edificio, consentendone un pieno recupero e l’utilizzo per attività culturali ed amministrative.

Uzzano Castello - Palazzo del Capitano - PT - Viaggiando in toscanaOggi, al pianterreno, è ricostruita un’aula scolastica d’inizio secolo (il palazzo, abbandonata la veste istituzionale, è stato sede delle scuole comunali sino al 1982). Al primo piano, si trova un’ampia sala per le adunanze, al centro della quale si erge un possente pilastro in pietra con stemmi; sulla parete sud, si staglia un affresco risalente al XV sec., raffigurante la Madonna con il Bambino, San Martino e San Jacopo, patroni della Comunità di Uzzano.

affresco palazzo del popoloL’ambiente ospita le sedute del Consiglio comunale in alternanza con la sede comunale di S.Lucia. Al secondo piano, è custodito l’Archivio storico comunale .

ORATORIO DELLA MADONNA DEL CANALE

Appena fuori dal borgo di Uzzano Castello, verso nord, è ubicato l’Oratorio della Madonna del Canale. Fu costruito ai primi del XVII sec., incorporando un’antica margine stradale, oggetto di devozione popolare, posta nei pressi di una delle porte urbane.

MadelCanL’oratorio, dopo un lungo periodo di trascuratezza, è stato completamente restaurato nel 1991, grazie alla tenacia di una donna uzzanese, Serina Lavoratti, che si occupò personalmente di raccogliere i fondi occorrenti. L’interno si presenta a una navata, con tetto ligneo a capanna ed espone un altare sul quale si venera l’effigie della Vergine in gloria tra i Santi Jacopo e Martino; nella parte bassa dell’affresco, si può notare una vista del borgo di Uzzano.

Sull’altare, un ciborio marmoreo del XVIII sec. Ai lati dell’altare, due tele seicentesche raffiguranti Sant’Apollonia e Santa Margherita, prossime allo stile di Alessandro Bardelli.

La solennità della Madonna del Canale si celebra l’8 settembre di ogni anno.

ORATORIO DI SANT’ANTONIO DA PADOVA

Situato all’inizio del paese, l’Oratorio di Sant’Antonio da Padova fu edificato nel XVIII sec., come cappella dell’annesso Convento dei Ss. Francesco ed Elisabetta. Le cronache narrano che il complesso monastico fosse abitato da una quindicina di suore francescane, addette alla conduzione di un Conservatorio dove venivano educate trenta bambine di buona famiglia.

Il Convento, assieme all’annessa cappella, fu chiuso nel 1773, in occasione delle soppressioni promosse dal Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo di Lorena. Il complesso fu incamerato, come accadeva, dal Demanio granducale e, poi, venduto a privati, che lo destinarono ad usi profani.

Finalmente, nel 1840, l’allora Arciprete di Uzzano, don Giuseppe Buongiovanni, decise di riacquisire la cappella e restaurarla. I lavori proseguirono fino al 1843, allorché la chiesa fu riconsacrata dal Vescovo di Pescia, Mons. Vincenzo Menchi, e intitolata a S. Antonio da Padova.

L’interno è in stile barocco.

Durante gli ultimi restauri, è stata rinvenuta l’originale coloritura dell’altare, pesantemente ritinto nel corso degli anni, con le colonne in finto marmo e toni pastello di squisita eleganza. Nella piccola sacrestia, arredata con mobili molto antichi contenenti altrettanto vetusti paramenti e suppellettili sacre, si può ammirare un bel pozzo in pietra serena, ritrovato molti anni orsono nel campo retrostante l’edificio sacro.

ECONOMIA 

Per secoli l’economia locale si basò su un’agricoltura ben sviluppata, con la coltivazione di olivi e viti. Nel XVIII sec. si sviluppò anche la coltura del gelso per la preparazione della seta grezza. Nel corso del Novecento si diffusero da una lato il florivivaismo e dall’altro le manifatture di laterizi.

8586149754_f6bb990382_zOggi sul territorio sono presenti alcune industrie metalmeccaniche, tra le quali segnaliamo l’Artigianfer, montaggio serre a domicilio, e la famosa zincheria Lorenzo Del Carlo S.p.A., imprese che operano nel campo della carta (Monti Amaddio), dell’abbigliamento (Dubin Sport), della gomma, della produzione di macchinari tessili (Unitech), dell’edilizia (Inserpi Srl) etc.

Attualmente Uzzano ha comunque una connotazione prevalentemente residenziale e commerciale.

 

 

COSA MANGIARE A PISTOIA : 

 

LO STOCCAFISSO AL SUGO: 

 

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Un piatto di mare così laborioso che fa parte della tradizione di una città dell’entroterra come Pistoia? Ebbene sì, ed è delizioso !

I tempi di preparazione richiesti per farlo sono lunghissimi : occorrono infatti 5 giorni in ammollo e altre 3 ore di preparazione durante le quali viene sminuzzato, privato delle lische e cotto in teglia con carote, sedano, cipolla e passata di pomodoro.

Il risultato ? Giudicate voi stessi!

 

 

TARTARE DI CHIANINA:

 

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La tartare di chianina è carne cruda selezionata macinata e molto fresca, che viene condita con olio e limone . Può essere accompagnata da un’insalata di cruditè o da verdure grigliate come melanzane e zucchine.

Secondo la leggenda la tartare di carne deriverebbe dal popolo di guerrieri dell’Asia Centrale, i Tartari, che trasportavano pezzi di carne a cavallo e in questo modo la trituravano.

 

 

RIBOLLITA: 

 

Ribollita

Ingredienti della Tradizione Toscana, per un piatto che vi delizierà  :  ciuffo di cavolo nero ,cavolo verza, mazzetto di bietola,  porro, cipolla,  patate,  carote,  zucchine,  gambi di sedano , fagioli cannellini, pomodori pelati, olio extra vergine di oliva, sale e pepe, pane casalingo raffermo

 

PREPARAZIONE:

In una pentola fate rosolare la cipolla tagliata a fettine nell’olio di oliva, aggiungete via via tutte le altre verdure tagliate grossolanamente e fatele appassire piano piano per circa 10 minuti, aggiungete quindi l’acqua di cottura dei fagioli e la metà degli stessi. L’altra metà li aggiungerete dopo averli passati al setaccio. Regolate sale e pepe e fate cuocere a fuoco basso per circa due ore. A questo punto aggiungete il pane tagliato a fettine, mescolate bene e fate bollire per altri dieci minuti. Lasciate riposare e servite in piatti di coccio con un filo d’olio extra vergine d’oliva rigorosamente toscano dal gusto fruttato intenso.

 

IL CARCERATO:

 

il carcerato piatto tipico pistoia

Una ricetta della tradizione toscana è Il carcerato pistoiese.  Una pappa, realizzata mescolando il pane raffermo con il brodo di carne realizzato con le interiora di vitello. Per la cottura è necessario il tipico “coccio”, proprio per mantenere i sapori di una volta e far rivivere la tradizione ogni volta che lo si serve i tavola. E per i più golosi è possibile accompagnarlo parmigiano grattugiato e pepe nero.

La ricetta del carcerato pistoiese è nata prendendo spunto dal carcere di Santa Caterina in Brana di Pistoia, che si trovava proprio a fianco ai macelli comunali, ed era il piatto  che fornivano alla prigione  più ricco rispetto al classico pane e acqua.

 

 

MIGLIACCIO:

 

migliaccio piatto tipico pistoia

 

Non fatevi ingannare dall’aspetto, non è un dolce classico !

 

Il Migliaccio Pistoiese è  una crêpe realizzata con sangue di suino che viene mescolato con brodo di maiale ed altri ingredienti atti ad insaporire; il composto così realizzato viene messo in una padella antiaderente e scaldato a fuoco vivo, realizzando delle crepes dello spessore di 2- 3 mm che possono essere spolverate con zucchero (versione dolce) oppure con parmigiano grattugiato (versione salata), arrotolate e mangiate.

 

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Ricette Tipiche Pistoiesi :

 

IL MIGLIACCIO:

migliaccio piatto tipico pistoia

Non fatevi ingannare dall’aspetto, non è un dolce classico !

Il Migliaccio Pistoiese è  una crêpe realizzata con sangue di suino che viene mescolato con brodo di maiale ed altri ingredienti atti ad insaporire; il composto così realizzato viene messo in una padella antiaderente e scaldato a fuoco vivo, realizzando delle crepes dello spessore di 2- 3 mm che possono essere spolverate con zucchero (versione dolce) oppure con parmigiano grattugiato (versione salata), arrotolate e mangiate.

 

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