Villa Mansi

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Oggi parliamo di una delle ville più spettacolari della provincia di Lucca, Villa Mansi. Situata a Segromigno in Monte, frazione di Capannori, la villa prende il suo nome dalla ricca famiglia Mansi, commercianti lucchesi famosi in tutta Europa. Andiamo a conoscere da vicino la storia della villa e del suo splendido parco…

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La dimora fu costruita dai Benedetti, nobili toscani originari di Pisa, che dopo l’espulsione dalla propria città si trasferirono in Valdinievole. Nel 1599 la villa fu venduta ai Cenami, mercanti lucchesi attivi non solo in Italia, ma anche in Francia e nelle Fiandre. L’edificio originario era molto semplice: a pianta rettangolare, aveva un salone principale dal quale si diramavano le diverse stanze. Il giardino della villa, lungi dall’essere un sontuoso parco, era composto perlopiù da orti e terreni agricoli.

Nel 1634, però, l’abate Paolo Cenami (nel frattempo trasferitosi a Parigi), ordinò la ristrutturazione della villa ad opera di Muzio Oddi, architetto di Urbino che conferì al parco lo stile barocco francese. Anche la villa subì delle trasformazioni, perché verso valle fu aggiunta una facciata monumentale, caratterizzata da due rampe di scale che conducevano a un portico rialzato.

Ed ecco finalmente che sopraggiunge la famiglia Mansi. Nel 1675, Ottavio Mansi acquista la villa. Nel 1742, vengono aggiunte le famose statue presenti tutt’oggi sul tetto, e la parte superiore dell’edificio viene arricchita dalla balaustra.

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Per il restauro della facciata a monte dobbiamo aspettare il secolo successivo: essa viene sopraelevata di un piano e decorata con un trofeo d’armi e un bassorilievo che viene posizionato sopra al portale. Al suo interno, la villa risente fortemente del gusto barocco. Possiamo infatti ammirare le dorature e le decorazioni tipiche di questo stile, appariscente e congeniato per colpire l’occhio del visitatore. In particolare, il salone centrale di Villa Mansi vanta le decorazioni di Stefano Tofanelli, pittore lucchese che dipinse soggetti mitologici rappresentati su grandi tele.

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Per quanto riguarda il parco, porta la firma di Filippo Juvarra, celebre architetto e scenografo legato soprattutto a Casa Savoia, per la quale realizzò splendide dimore e chiese, fra cui la Basilica di Superga e la Reggia di Venaria Reale. L’artista messinese eliminò il giardino all’italiana a favore di un pendio, dotando il parco di un sistema idrico che permetteva giochi d’acqua.

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Dell’intervento di Juvarra possiamo ancora ammirare il bagno di Diana, un ninfeo in tufo, oltre che la peschiera.

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Anche nella parte est del parco restano alcuni elementi splendidamente barocchi, come i viali a stella e una grande vasca asimmetrica.
Dopo le modifiche settecentesche, nell’800 sopraggiungono nuovi interventi, come la palazzina dell’orologio.

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A Villa Mansi e ad altri edifici di Lucca e provincia è legato il nome di Lucida Mansi, al secolo Lucida Samminiati. Andata in sposa giovanissima al ricco Gaspare Mansi, la bellissima donna fece un patto con il diavolo, al quale vendette la sua anima per non perdere la sua gioventù. Scaduto il tempo stabilito dal patto, Lucida cercò di scappare dal Diavolo ma fu caricata su una carrozza infuocata che si gettò nelle acque dell’Orto Botanico di Lucca. L’affascinante storia di Lucida Mansi è al centro de La bella degli specchi, cortometraggio della giovane regista lucchese Lavinia Andreini.

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Immagini tratte da:

  • Histouring
  • Egg Magazine
  • Lucca Effetto Cinema Notte
  • Tripadvisor
  • Buonviaggioitalia

 

 

 

 

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